I primi mesi del 2016 hanno ben evidenziato alcuni importanti segnali di ripresa che, pur evidentemente migliorabili, sono oramai in grado di riguardare in maniera ampia il mercato delle prime e delle seconde case, degli immobili residenziali e degli immobili non residenziali. Ebbene, su tale confortante panorama di recupero dalla lunga recessione degli scorsi anni, si è affatto un evento parzialmente inatteso: la vittoria dei “leave” al referendum sulla Brexit dello scorso 23 giugno. Ma cosa accadrà ora al mercato immobiliare italiano e, in particolare, a quello dell’area di Mestre e di Venezia?
Riteniamo infatti che il mercato immobiliare italiano possa essere interessato solo parzialmente dalle conseguenze (negative o positive che siano) derivanti dalla Brexit, e che sul fronte finanziario non muti lo scenario di un mantenimento – ancora a lungo – di un contesto di bassi tassi di interesse di riferimento, a ulteriore stimolo del mercato dei mutui. Il discorso potrebbe mutare (in peggio) solamente nell’ipotesi in cui dovesse verificarsi un più grave shock finanziario internazionale, determinato magari dall’effetto-contagio tanto temuto dagli analisti. Si tratta tuttavia di un’ipotesi ancora minoritaria, con la quale è sicuramente prematuro fare i conti in un simile contesto.
Pertanto, per il momento l’investimento immobiliare in aree italiane di pregio e di valore come quelle di Venezia e di Mestre può ben rimanere un obiettivo di impiego privilegiato per gli acquirenti italiani ed esteri: una scelta di convenienza, da effettuarsi con il supporto di un consulente immobiliare qualificato che possa individuare insieme a voi la migliore scelta, per una valorizzazione dell’investimento di breve e di lungo periodo.
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